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Oltre il Neorealismo

Oltre il NeorealismoPaolo e Vittorio Taviani vengono incaricati dal PCI (insieme ai colleghi Francesco Maselli, Valerio Zurlini, Carlo Lizzani e Nanni Loy) di filmare i funerali del leader scomparso. «Fu forse durante quelle ore di riprese, in quel clima tra luttuoso e festaiolo, al seguito della bara di Togliatti, che cominciammo a pensare a Sovversivi». I due fratelli toscani, esattamente come Ermanno (Lucio Dalla) e Muzio (Pier Paolo Capponi) nel film con il loro servizio fotografico, sfruttano l’occasione di quel lavoro su commissione per realizzare un’opera molto personale, nella quale mescolano con straordinaria abilità i materiali documentari con brani recitati. Questa commistione tra attualità e finzione, unita all’impostazione decisamente militante, segna il definitivo allontanamento dalle modalità rappresentative del Neorealismo.

Oltre il NeorealismoSi potrebbe sostenere che Sovversivi inauguri la stagione del “cinema politico” in Italia, segnando l’inizio di un filone destinato da quel momento in avanti a celebrare il suo successo attraverso tutta una serie di titoli miliardari (sia per costi di produzione che per incassi), da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto a Novecento. Tutte pellicole che pur trattando di Marx, di comunismo, di rivoluzione, dimostrano la difficoltà di adeguare il linguaggio visivo ai nuovi temi, di uscire dalla ripetizione di modelli espressivi ormai inadatti e d’impostare quindi un rapporto diverso con lo spettatore, liberandolo da una condizione di perenne passività. La forza dei fratelli Taviani consiste invece nella capacità di dar vita a un film comportamentale, non ideologico, in cui la politica scaturisce direttamente dalla personalità e dai gesti dei protagonisti grazie a uno stile rapido, asintattico, ritmato sull’efficacissima colonna sonora di Giovanni Fusco.

Oltre il NeorealismoLa presenza del personaggio di Ludovico (Ferruccio De Ceresa), il regista, segna inoltre l’esistenza all’interno del testo di un elemento metalinguistico. Gli autori mettono direttamente in scena il loro mestiere e si pongono il problema del ruolo dell’artista rispetto al proprio contesto storico. Il soggetto a cui Ludovico sta lavorando, per molti versi simile a quelli dei Taviani, è apparentemente tradizionale (una biografia di Leonardo da Vinci), ma nell’arco della narrazione si trasforma a causa dell’influenza dei fattori esterni (esemplare in tal senso è la sequenza della veglia funebre del regista accanto alla bara di Togliatti, durante la quale rivede e corregge mentalmente la scena che girerà il giorno dopo). Si convince insomma, e con lui i Taviani, che l’intellettuale non può operare restando completamente avulso dalla realtà che lo circonda, ma deve al contrario, come dice all’attore che interpreta Leonardo, «andare in giro tra gli uomini».

 

  
SOVVERSIVI
Cast and Credits
Sinossi
 
Percorsi narrativi
La morte del padre
Soffia il vento
Oltre il Neorealismo
 
Le immagini
 
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