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Un intellettuale scomodo

Un intellettuale scomodoLe ragioni delle profonde incomprensioni suscitate da Teorema all’epoca della sua uscita consistono nel fatto che possiede una struttura irriducibile ai parametri di giudizio esistenti, borghesi o antiborghesi che siano, e che esprime un’utopia negativa – non la proposizione di un ennesimo modello razionale della società consumistica, magari un po’ più socialista, ma l’opportunità di rifondare il modo di vedere, di conoscere, di convivere. La pietra dello scandalo è il discorso su cui s’impernia la visione palingenetica della rivoluzione secondo Pasolini: il senso del sacro.

Non piace, soprattutto a sinistra, il suo aver connesso uno dei cardini della constestazione del sessantotto, la liberazione sessuale, con uno dei fondamenti millenari delle chiese secolari, il senso del sacro appunto. Un intellettuale scomodoL’unica possibile rivoluzione consiste infatti per Pasolini nello scardinamento – senza ricorrere al male e alla violenza, ma anzi con il bene e l’amore, come fa l’ospite – della logica che conserva la società dello sfruttamento, non attraverso le ragioni di un’utopia elaborata da quest’ultima, e quindi ancora una volta borghese. Perché la borghesia, destinata a soccombere, opera un ultimo disperato tentativo di perpetuare il suo pericolante dominio tramite la trasformazione dell’intera società, e in primo luogo delle classi subalterne, in un’unica, omologante, cultura borghese. E l’apoteosi del suo trasformismo è riuscire a rendere borghese il sentimento rivoluzionario antiborghese. L’obiettivo è una società che si vuole sicura e stabile nel suo “illuminismo” democratico, in cui la rivoluzione stessa (politica, morale, artistica) diventa lo sbocco naturale della noia esistenziale profonda della classe dominante, e non la necessità dell’affermazione di qualcosa di differente, di altro, di ciò che è escluso dalla dialettica servo-padrone sulla quale tale società si fonda.

Un intellettuale scomodoIn quest’ottica per Pasolini la contestazione giovanile di quegli anni non sarebbe altro che l’ultima, pianificata, “moda” dei figli dei borghesi, completamente privata di qualsiasi reale intento di sovversione dell’ordine costituito. La tensione tra lui e il Movimento tocca con Teorema e con la coeva celebre poesia Il PCI agli studenti! – sugli scontri di Valle Giulia, in cui dichiara che i veri proletari sono i poliziotti, e non gli studenti borghesi – il suo punto più alto. La definitiva condanna della borghesia coincide così paradossalmente con la definitiva condanna delle forze a essa antagoniste: negare l’identità dell’una corrisponde infatti a negare l’identità (e il ruolo storico) delle altre. Il che, nel pieno del Sessantotto, fa guadagnare a Pasolini la fama di “reazionario”, “rivoluzionario da salotto”, “cattolico delirante”.

 

  
TEOREMA
Cast and Credits
Sinossi
 
Percorsi narrativi
Teorema sotto
    forma di parabola
La borghesia
    destinata
   a soccombere
Attacchi concentrici
Un intellettuale
    scomodo
 
Le immagini
 
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