Al cinema  |  Avvenimenti  |  Citazioni  |  Bibliografia
Home page  |  Credits

Al cinema nel 1968

Luglio

2 – Si conclude a Berlino il XVIII Festival Internazionale del Cinema. L’Orso d’oro va al film svedese Ole dole doff di Jan Troell, ambientato in una scuola. I premi speciali della giuria vanno al film jugoslavo Verginità indifesa (Nevinost bez zastite) di Dusan Makavejev e a Come l’amore, opera prima dell’italiano Enzo Muzii.
Di rilievo l’esordio di Werner Herzog, vincitore di un Orso d’argento con il suo primo lungometraggio Segni di vita (Lebenszeichen)

Gli studenti dell’Università e della scuola di cinema hanno tentato invano di far interrompere la manifestazione. Falliti, per mancanza di unità tra le diverse fazioni, questi tentativi, la spinta della contestazione è stata neutralizzata grazie anche all’istituzionalizzazione di un pubblico “Dibattito permanente”. Il regista Alexader Kluge è stato fatto oggetto a un lancio di uova, perchè ha proposto, invece della distruzione del festival, di rendere finalmente pubblica la Berlinale con una «penetrazione di massa». Herzog ha realizzato a suo modo questa proposta proiettando e discutendo i film del festival in un cinema affittato a proprie spese.

7 – Assegnate a Saint -Vincent le Grolle d’oro. I premi vanno agli attori Gian Maria Volonté (per il film Banditi a Milano) e Lisa Gastoni (per Grazie zia) e al regista Pier Paolo Pasolini (per Edipo re).

12- Accenni di contestazione, per quel che la dittatura franchista consente, anche al Festival del cinema di San Sebastian, in Spagna. Quando si spengono le luci, all’inizio della proiezione The Legend of Lilah Clare di Robert Aldrich piovono dal loggione bandierine e alcuni volantini che inneggiano alla solidarietà tra il popolo basco e quello vietnamita.

16- Al Festival di San Sebastian, giunto alla sua conclusione, viene premiato con la Conchiglia d’oro per il miglior film Un lungo giorno per morire (The long day’s dying) di Peter Collinson. L’ italiana Monica Vitti è premiata come migliore attrice per il film La ragazza con la pistola.

23 – Prima italiana de Il vergine (Le Départ) di Jerzy Skolimowsky, vincitore dell’Orso d’oro nel 1967 al Festival di Berlino.

25- A Stoccolma un professore universitario denuncia per oscenità, per conto di 250.000 cittadini, il regista Vilgot Sjöman autore del film Sono curiosa-giallo. Il lungometraggio, citato dalla stampa italiana come “il film più audace che sia mai stato presentato in visione pubblica”, è visibile in versione integrale solo in Svezia. Agenzie di viaggio danesi, norvegesi e finlandesi organizzano nei fine settimana viaggi a Stoccolma che includono, insieme alla visita ai monumenti della città, il biglietto per assistere alla proiezione del film.
La pellicola, molto esplicita per come affronta la sessualità e la politica, mette in luce il contrasto tra il vitalismo erotico e “curioso” della giovane protagonista e il rigido conformismo dei benpensanti svedesi. Nel 1968 lo stesso Sjöman ne realizza una prosecuzione, Sono curiosa-blu (il giallo e il blu sono i colori della bandiera svedese), mai arrivata nelle sale italiane.

29- Si apre la “Rassegna per la cooperazione cinematografica internazionale” di Messina-Taormina. Al termine della manifestazione sarà premiato il lungometraggio americano Il serpente di fuoco (The Trip), scritto da Jack Nicholson e diretto da Roger Corman. Tema del film, manifesto dell’epoca psichedelica, è un viaggio all’ LSD.

A Taormina si svolgono “I quattro giorni della critica”. Tre le pellicole di maggior rilievo della manifestazione due film ungheresi I disperati di Sandor (1965) di Miklós Jancsó e Il padre (1966) di Istvan Szabo e due lungometraggi del nuovo cinema brasiliano, Il dio nero e il diavolo biondo (1964) di Glauber Rocha e I fucili (1964) di Ruy Guerra.

 

 
     © 2008 Un filo rosso