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I PUGNI IN TASCA DI MARCO BELLOCCHIO, ITALIA 1965, 107 M.

locandina  I pugni in TascaIn un’agiata famiglia borghese di Bobbio, nel piacentino, il giovane Alessandro (Lou Castel), epilettico e paranoico, decide aiutare a suo modo Augusto (Marino Masé), l’unico fratello sano, liberandolo dal peso dei familiari tarati. Compie così due omicidi. Elimina la madre cieca e vedova spingendola in un burrone, affoga il fratello minore deficiente nella vasca da bagno. Se ne vanta con la sorella Giulia e tra i due si instaura un legame morboso che li induce a coalizzarsi contro Augusto, che sta per sposare una borghese di città. Ma l’alleanza è breve e inquieta: sarà proprio Giulia (Paola Pitagora), temendo che stia per venire il suo turno, a ristabilire l’ordine, lasciando morire Sandro senza soccorrerlo quando, mentre ascolta La Traviata di Verdi, è colpito da una crisi.

Duro, dissacrante e anticipatore, il film mette in scena con una ferocia al tempo stesso sgradevole e poetica la dissoluzione della famiglia borghese, uno dei temi cari alla cinematografia italiana degli anni della contestazione. Marco Bellocchio, all’ epoca ventiseienne, si impone con questo suo primo lungometraggio all’attenzione della critica internazionale. Lou Castel, anch’egli praticamente all’esordio, si rivela attore di straordinaria potenza, aderendo ai deliri del protagonista con sconvolgente perfezione.


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