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IL PIANETA DELLE SCIMMIE (PLANET OF THE APES) DI FRANKLIN J. SCHAFFER, USA 1968, 112 M.

Tre astronauti americani, dopo un viaggio a bordo di una nave spaziale che li ha fatti avanzare nel tempo per duemila anni, approdano su di un pianeta popolato da una società barbarica: un piccolo impero retto da scimmie evolute, nel quale gli uomini – privi di parola e di intelletto – sono considerati come bestie. Uno solo dei tre astronauti, Taylor (Charlton Eston), riesce a sopravvivere. Catturato e imprigionato, gode della protezione di due giovani scimmie intellettuali che vorrebbero studiarlo per verificare le loro teorie evoluzioniste mentre un vecchio scimmione gran sacerdote vorrebbe lobotomizzarlo. L’uomo, dopo aver sofferto ogni genere di umiliazioni, riesce a fuggire, ma fa una terribile scoperta: il pianeta misterioso sul quale è approdato non è altro che la Terra. Nei duemila anni trascorsi i suoi simili si sono distrutti tra loro con l’atomica, degradandosi al livello di animali e cedendo il dominio del mondo alle scimmie.

Il film, tratto da un romanzo di Pierre Boulle, viene ricordato soprattutto per l’inquietante e apocalittico finale. Premiato con un Oscar speciale per il trucco, applicato da John Chambers direttamente sul volto degli attori senza ricorrere alle tradizionali maschere, ha avuto quattro sequel tra il 1970 e il 1973 e un remaque (per la regia di Tim Burton) nel 2001.


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