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SOLDATO BLU (SOLDIER BLUE) DI RALPH NELSON, USA 1970,114 M.

Locandina - Soldato bluUn soldato dell’esercito federale (Peter Strass) si innamora di una donna bianca (Candice Bergen) che ha vissuto con i Cheyenne e che gli fa prendere coscienza dei torti e delle violenze perpetrati contro di essi dai cosiddetti difensori della civiltà. Quando il suo squadrone di cavalleria riceve l’ordine di massacrare un villaggio indiano, comprese donne e bambini, lui rifiuta. 

Il film, che si apre e si chiude con un massacro, è uno dei più noti western al contrario, che Hollywood sforna alla fine degli anni Sessanta, in linea con i temi della contestazione contro la guerra. Si mettono in scena gli indiani per parlare del Vietnam. I Cheyenne aggrediti, cacciati dalle loro terre e massacrati come a Sand Creek nel 1964, sono fin troppo esplicitamente l’equivalente del popolo vietnamita, vittima dei marines (i soldati blu) nell’escalation della guerra contemporanea.
In Soldato Blu, in particolare, l’eccidio degli indiani è raccontato mettendone in scena tutta l’efferatezza. La sequenza finale è tra le più violente nella storia del cinema: una carneficina che non esclude né gli stupri né le evirazioni.


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