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Cronaca di un pomeriggio movimentato

 
Oggi, giovedì 20 gennaio 2005, io e la mia collega Marina abbiamo molte cose da fare.
Alle 14.30 sono davanti a casa sua con l'automobile perché noi ci muoviamo sempre insieme; lei, come sempre, è attrezzatissima: macchina fotografica e cartellina con il materiale per il nostro lavoro.
Alle 14.45 arriviamo dal sig Mario Navone per fotografare il vecchio telaio che si trova nell'ingresso del suo stabilimento, consegnargli alcune foto scattate nel corso dell'incontro precedente e per presentargli la stesura della sua testimonianza ed avere la sua approvazione. Lasciamo il tutto e ritorneremo un altro giorno a ritirare.

E' giorno di targhe alterne a Chieri, dobbiamo allungare il percorso per non incappare nei vigili e nelle multe, ma sono le 15.30 quando varchiamo l'ingresso della Biblioteca Civica per incontrare il dottor Tedesco, archivista nella sezione storica. L'appuntamento è per vedere alcune vecchie cartoline di stabilimenti che ci sembrano estremamente utili per arricchire il nostro lavoro.
Alle ore 16 suoniamo il campanello dello stabilimento del sig Michele Chissotti, dall'altra parte della città. Ci ha preparato un elenco con il nome di numerosi terzisti in attività negli anni Sessanta che, con uno sforzo di memoria da ricostruito e che possiamo inserire nella nostra mappatura.
Noi gli facciamo vedere le foto scattate durante l'incontro presso il nostro Istituto ed il testo dell'intervista per il suo assenso.
Ma non è ancora finita!
Il sig Rinaldo Vai ci riceve nella sua abitazione in via Moffa alle 16.45 insieme alla moglie Irma; con loro ci sono ci sono tre amici ex terzisti: Vergnano Maria, Lasagna Angelo e Bagnasacco Giuseppe.E siamo anche un po' in ritardo tanto che il sig. Vai ha già pensato di cercarci al telefono di casa per vedere come mai non siamo ancora arrivate.
Ma noi siamo in giro, cronometro alla mano per cercare di fare tutto e rispettare i tempi degli appuntamenti presi al telefono in precedenza, già da più di due ore!
Ci accolgono con interesse ed entusiasmo; tutti e tre ricordano le fatiche che comportava il loro lavoro, le scarse gratificazioni e soprattutto la pensione troppo bassa dopo tanti anni di sacrifici, senza tralasciare naturalmente l'elenco degli acciacchi che l'età ha portato con sè.
Il filo della memoria scorre su quei ricordi , sul nome di altri terzisti che hanno fatto vita grama come loro.
Nessuno, se potesse ritornare indietro nel tempo, farebbe ancora il lavoro che ha fatto in passato, troppo faticoso ed anche troppo sfruttato perché ha portato ricchezza solo nelle tasche degli industriali.
Il sig Rinaldo a conclusione del nostro incontro ci legge una poesia sui terzisti che ha preparato apposta per noi. La sua composizione è ricca di significato e di sentimenti. Ci commuove sentire da una persona di ottantasei anni, che ha frequentato soltanto la terza elementare, un linguaggio così sciolto ed appropriato. Ci offrono da bere e mal volentieri solo verso le ore 18 ci lasciano andare via, con la promessa di ritornare perché con "le professoresse" si sono trovati bene. All'unanimità ci dicono che, se mai si farà in primavera il pranzo dei terzisti, noi saremmo le prime ad essere inviate.
Alle 18.30 abbiamo finalmente raggiunto le nostre case e terminato quel programma che all'inizio del pomeriggio noi stesse stentavamo a credere di riuscire a rispettarlo integralmente, stanche ma…..soddisfatte!
Non ci resta che preparare la cena, dare una ripassatina alle lezioni di domani a scuola e poi…………….a nanna.

Teresa Martini

 

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